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In occasione della Giornata Internazionale Contro l’Omofobia e la Transfobia

IL CENTRO INDIVENIRE

SI VESTE D’ARCOBALENO

dal 17 maggio al 17 giugno 2016

lancia

#IOsonoGIUSTOcosì: #NOalleRIPARATIVE!

io sono giusto così

In occasione della Giornata Internazionale Contro l’Omofobia e la Transfobia, il Centro Indivenire, Centro Integrato per la Crescita e il Benessere Psico-Corporeo, lancia una nuova campagna nazionale “IO sono GIUSTO così: NO alle RIPARATIVE!”. Dal 17 maggio al 17 giugno sarà possibile prenotare colloqui gratuiti di sostegno psicologico.

Psicologi, psicoterapeuti e sessuologi saranno a disposizione gratuitamente per aiutare e sostenere tutti coloro che faticano a vivere serenamente il proprio orientamento sessuale.

La campagna nazionale “IO sono GIUSTO così: NO alle RIPARATIVE!”  è rivolta a:

  • chi si sente vittima di omofobia o transfobia
  • persone che faticano ad accettare la propria omosessualità o la propria identità di genere
  • a genitori in difficoltà a rapportarsi con l’orientamento sessuale dei propri figli.

Solo dall’inizio del 2016 in Italia i media hanno riportato già 10 casi di omofobia, anche se questa non è che la punta di un iceberg che nasconde atti rivolti spesso a giovanissimi e che si consumano quotidianamente nelle nostre scuole. Una web-survey di Skuola.net, su un campione di circa 4.000 studenti di medie e superiori, rivela che solo 1 giovane su 3 denuncia episodi di omofobia messi in atto da docenti e coetanei tra le mura scolastiche e che 1 professore su 7 definisce ancora l’omofobia una malattia. Il 33% dei ragazzi che sostiene che nella sua scuola siano avvenuti episodi di omofobia, dichiara di non aver fatto nulla per reagire. Quando i casi di omofobia sono avvenuti online (9% del totale), è ben il 54% a dire di aver scelto di rimanere in disparte senza prendere iniziative. La situazione è ancora peggiore quando in televisione e nei dibattiti politici appellativi riferiti a un diverso orientamento sessuale sono utilizzati come offese verso gli avversari, contribuendo a rinforzare un pregiudizio basato su una errata definizione di modalità di essere normali.

Ciò che affermiamo a gran voce è un NO deciso alle terapie riparative.

Ancora oggi, purtroppo, alcuni professionisti sostengono di poter ‘riparare’ una persona dall’omosessualità, riconducendola all’eterosessualità, re-indirizzandone desideri, pulsioni e stato di eccitazione. È importante invece rinforzare che l’omosessualità non è una malattia e che non c’è nulla da riparare o curare, non è una scelta. Sappiamo, che la non accettazione di sé, dovuta spesso a pregiudizi interiorizzati, e le ricadute psicologiche di atti omofobi possono portare a esperire vissuti d’ansia, a un crollo dell’autostima, a condotte d’isolamento sociale, a depressione, fino all’autolesionismo e al suicidio. Ciò che è importante però è che chi è vittima di omofobia sappia che su questi aspetti si può lavorare. Il messaggio che vogliamo lanciare con questa campagna è: “sentiti giusto, non permettete a nessuno di dirti che sei sbagliato o da ‘riparare’, hai il diritto di trovare la tua dimensione di ‘normalità’”.

 

Riferimenti Centro Indivenire

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